Dai detti del Maestro Huang Po - 3
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Dai detti del Maestro Huang Po - 3


Il monaco domandò: "Giacché la falsità scherma la mente essenziale, che mezzo si deve usare per eliminarla?".
Il maestro rispose: "Anche la falsa (idea) di eliminare la falsità è una falsità. La falsità non ha radici e sorge dalla discriminazione. Ora, se appena cesserai di discriminare fra mondano e santo, la falsità non esisterà più. Allora come puoi eliminarla? Dovresti astenerti dall'attaccarti minimamente a essa e questo è il significato della frase: 'Io cedo le mie braccia [le due braccia stanno per la concezione duale delle cose] e così sarà un Buddha'.
[...] Il non acquisto della più piccola cosa è detto la trasmissione della mente. Se sei sicuro di questa mente, non c'è mente e neppure Dharma".
Il monaco domandò: "Se non c'è né mente né Dharma (cosa), per che cosa sta la trasmissione?".
Il maestro rispose: "Quando senti parlare della trasmissione della mente, fai l'errore di pensare che ci sia qualcosa da guadagnare. Donde le parole del Patriarca:
'Solo quando si coglie la natura della mente,
puoi dire che è inconcepibile.
Nulla, chiaramente, si può cogliere,
perché, se è, non ne hai consapevolezza' (il gāthā della trasmissione cantato dal XXIII patriarca indiano Haklena).
[...]
 

*

"[...] Gli studiosi del Ch'an si attaccano per lo più a ogni sorta di suoni e forme. Perché non riducono, insieme a me, la mente allo stato di vuoto spazio, di ceppo secco, di pietra, di fredde ceneri e di fuoco spento? Solo allora ci potrà essere un qualche grado di responsività (dell'ecceità assoluta) [...].
Tu dovrai solo astenerti da tutto ciò che è e non è e la tua mente sarà solitaria come il sole a mezzogiorno, che brilla e splende da solo. Non si risparmia così tanta energia? Quando raggiungerai questo stadio, non ci sarà una dimora fissa in cui fermarti mentre batti il sentiero buddhico, che significa 'non sviluppare una mente che non dimori in nessun dove' (Sūtra del Diamante) [...]
Se appena imparerai a sviluppare sempre la non-attenzione, mentre cammini, stai in piedi, siedi o giaci, non riuscirai, nel corso del tempo, a saltare (nella Realtà) unicamente a causa della tua forza insufficiente; ma, se continuerai allo stesso modo per altri tre, cinque o dieci anni, finché non sarai entrato (nella realtà), (alla fine) ti sveglierai sicuramente a essa. Proprio perché non puoi farlo, costringi la tua mente allo studio del Ch'an e del Tao, che non ha alcuna pertinenza con il Dharma Buddhico.
Donde il sūtra dice: 'Non ho guadagnato neppure il più piccolo (pezzo di) Dharma e questo si chiama illuminazione suprema'. Se intendi, ti renderai conto che il regno di Buddha e quello dei demoni sono entrambi falsi e che il reale è fondamentalmente puro, limpido, immacolato, [...] né illuso né illuminato".