Dai detti del Maestro Huang Po - 2
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Dai detti del Maestro Huang Po - 2


"Non bisogna attaccarsi al (termine) Tao dando così origine all'interpretazione. Donde il detto: 'Preso il pesce, non ti curare della trappola' e allora il tuo corpo e la tua mente raggiungeranno il Tao da soli. [...] Se usi la mente per cercare la mente, questo è fare affidamento sull'esterno per imparare (e copiare) qualcosa da esso [...].
Gli antichi avevano menti acute e, appena udivano una parola (di insegnamento), immediatamente cessavano di imparare; perciò erano chiamati 'uomini del Tao nel loro stato non attivo e trascendente l'apprendimento'. Oggigiorno la gente vuole allargare la propria conoscenza e interpretazione facendo incetta di significati scritturali e questa è la loro pratica, come la chiamano, senza rendersi conto che la vasta conoscenza e l'interpretazione possono trasformarsi in impedimento (alla loro realizzazione della Verità). [...]
Perciò la conoscenza e l'interpretazione [...] sono veleni, perché spingono nel regno di nascita e morte. Una cosa simile non esiste nello stato assoluto del 'Così-è' [...].
Bandisci totalmente da te ogni precedente (conoscenza e) interpretazione; questo è il vuoto Magazzino del Tathāgata. Se il Magazzino del Tathāgata è vuoto della polvere più sottile (che c'era prima), questo è eliminare ciò che è e significa il Dharma-rāja (il Re della Legge o il Buddha) che appare nel mondo [...]
Con l'esaurirsi di tutte le sensazioni dentro e fuori così che non rimanga nulla, diventerai un uomo disinteressato. [...]
La cosa più importante è non attaccarsi alla capacità individuale e a speciali parole di insegnamento per interpretare le scritture. Perché? Perché 'non esiste un Dharma fisso che il Tathāgata possa esporre' (Sūtra del Diamante).
Questa mia setta non discute tutto questo. Basta saper calmare la mente (e nient'altro), perché non c'è bisogno di pensare all'ieri e preoccuparsi per il domani".
Il monaco domandò: "Si dice sempre che la mente è Buddha, ma io non so quale mente sia Buddha".
E il maestro di rimando: "Quante menti hai?".
Il monaco domandò: "La mente mondana è Buddha, o la mente santa?".
[...] Il maestro disse: "[...] Tanto la mente mondana quanto la mente santa sono false. Tu non capisci l'insegnamento e ora le consideri entrambe esistenti. [...] Bandisci, dunque, tanto lo stato mondano quanto lo stato santo e non ci sarà altro Buddha all'infuori della tua mente.
Il Patriarca venne dall'Occidente per mostrare direttamente che tutti gli uomini sono totalmente Buddha. Ora, siccome non lo sai, ti aggrappi al mondano e al santo e lasci che la tua mente vaghi all'esterno ingannando così se stessa. Perciò ti si dice che la mente è identica a Buddha. Appena sorge un pensiero mondano, tu scivoli immediatamente nell'eterodossia.
[...] Cerchi una ragione? Appena c'è una ragione, la tua mente differirà (da quella che fondamentalmente è).
[...] È a causa del fatto che la cerchi che tu differisci da essa. Se non cerchi, qual è la differenza?".