Dai detti del Maestro Huang Po - 1
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

links

stampa

cerca nel sito

email

newsletter


 

 


Dai detti del Maestro Huang Po - 1


Un giorno Nan Ch'uan domandò a Huang Po: "Chi vive in una cittadella tutta d'oro cinta di mura d'argento?".
Huang Po rispose: "La dimora degli uomini santi".
Nan Ch'uan domandò: "C'è un altro uomo, qual è il suo posto nella dimora?" [Qui si allude alla mente connaturata all'uomo]
Huang Po si avvicinò a Nan Ch'uan, giunse le palme e rimase immobile.
Nan Ch'uan disse: "Se non sai dire chi è, perché non lo domandi al vecchio maestro Wang?". [Il nome secolare di Nan Ch'uan era Wang e, siccome gli piaceva scherzare, chiamava se stesso 'Vecchio Maestro Wang']
Huang Po fece allora (la stessa domanda): "C'è un altro uomo, qual è il suo posto nella dimora?".
Nan Ch'uan rispose: "Che peccato!". [Huang Po diede la giusta risposta, perché gli atti di avvicinarsi a Nan Ch'uan, giungere i palmi e stare in piedi rivelavano il funzionamento della mente. Il significato letterale è: 'Sarebbe un peccato se ci fosse un altro uomo oltre al precedente, qual è rivelato dal suo funzionamento, perché quest'uomo in più sarebbe un'illusione'. Il significato vivo è la mente il cui funzionamento pronunciò queste parole].

*

Il monaco domandò: "[...] Che cosa insegnerai a uomini di radice superiore?".
Il maestro rispose: "Se sono uomini di radice superire, che cosa puoi insegnar loro per (aiutarli a) cercare il loro sé? Se il loro sé è introvabile, qual è il Dharma [l'insegnamento] che può far fronte a questo (stato)? [...]"
Il monaco disse: "Se è così, non c'è bisogno di cercare nulla".
Il maestro disse: "In tal modo puoi risparmiare la tua forza. [...] Se non lo cerchi, è tutto; chi ti insegna il suo annichilimento? Tu vedi lo spazio (vuoto) davanti a te; come vuoi annichilirlo?"
Il monaco domandò: "Questo Dharma è identico allo spazio?".
Il maestro rispose: "Te lo dice lo spazio giorno e notte se è identico o differente? Appena ne parlo, immediatamente fai sorgere la tua interpretazione (discriminativa)".
Il monaco domandò: "Vieti pure l'interpretazione?".
Il maestro rispose: "Non ti ho mai messo ostacoli. Inoltre l'interpretazione è proprio del sentimento e il sentimento scherma la saggezza".
Il monaco domandò: "È giusto che non sorgano sentimenti?"
Il maestro di rimando: "Se non sorgono sentimenti, chi dice che è giusto?". [...]
"Questa mia setta Ch'an [...] non ha mai insegnato a cercare la conoscenza e l'interpretazione. Formula lo studio del Tao solo per accogliere e guidare i principianti, ma in realtà il Tao non si può imparare, perché studiarlo (è una passione che) scherma il Tao. Il Tao non ha né direzione né sito ed è chiamato la mente-del-grande-veicolo. Questa mente non sta né dentro né fuori né in mezzo e trascende direzione e sito. La cosa più importante è evitare di conoscere e di interpretare".