"La condizione in cui non c'era nulla da cercare e nulla da gettare via" (Sekkei Harada)
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"La condizione in cui non c'era nulla da cercare e nulla da gettare via" (Sekkei Harada)


Anche questa settimana abbiamo continuato a leggere da L'essenza dello zen di Sekkei Harada:

"Se non gettate via completamente quel che finora avete considerato buon senso, non siete ancora del tutto vuoti. [...]
La chiave dello zen seguitare a buttar via ogni cosa, per quanto possa sembrare importante. [...]
Le funzioni dei sei sensi [i cinque sensi pi la mente] non dipendono dalla pratica o dall'addestramento. Non sono il risultato dell'accumulo di esperienza. La vostra condizione, proprio ora, non ha assolutamente bisogno di alcuna coltivazione per mezzo della pratica o dell'addestramento. Qualsiasi cosa potete vedere, udire o pensare, tutto ci quel che chiamiamo la vera saggezza del Buddha.
Questa potrebbe essere la vostra condizione costante se le funzioni dei sei sensi fossero in ogni situazione una cosa sola con le circostanze. In tal modo [...] l'io-s scomparirebbe. Diverrebbe vuoto. [...]
Cosa significa dire che una persona ha raggiunto la vera pace mentale, che ha ottenuto la libert, che si risvegliata al vero S? la chiara comprensione che prima di quel conseguimento non vi era mai stato alcun motivo di sospettare che vi fossero illusione o inquietudine o alcuna limitazione della libert. Vuol dire comprendere che fin dall'inizio tutte quelle cose non erano mai esistite. [...] Se la pratica considerata un processo con cui eliminare gli elementi dell'inquietudine e dell'illusione, ebbene, questo un errore. [...]
Se, nel divenire una cosa sola con tutto, esiste ancora qualcosa, come ad esempio qualcosa che percepisce o realizza la natura della vacuit o del nulla oppure l'illuminazione, ci significa che c' qualcosa che non divenuto completamente uno. [...]
La condizione in cui non c'era nulla da cercare e nulla da gettare via esiste in voi proprio ora, che vi siate risvegliate al vero S oppure no. La mia condizione quella in cui non c' nessun Dharma, nessuno zen, e io stesso non cerco la Via. Non c' n diligenza n pigrizia, e neppure illusione. Non ho nessuna intenzione di cercare di afferrare qualcosa n di liberarmi di qualcosa. [...]
Cos' che chiamiamo la Via? Per spiegarlo, vorrei citare questo brano:

L'essere concepito nel grembo,
Divenendo una persona prende posto nel mondo,
Il vedere compiuto con gli occhi,
L'udire compiuto con gli orecchi,
L'odorare compiuto con il naso,
Il parlare compiuto con la bocca,
Il portare compiuto con le mani,
Il camminare compiuto con i piedi.
quel che si dice natura di buddha.

la risposta data da Bodhidharma, prima di lasciare l'India per recarsi in Cina, alla domanda del re Iken: Cos' la Via?. Si dice che udendo queste parole il re Iken ottenne immediatamente l'illuminazione. Questo quel che viene definito zen, o 'il Dharma', o ancora 'la Via del Buddha'. precisamente la vostra condizione proprio ora. Non vi altro che questa condizione, e questo il senso delle parole di Bodhidharma" (pp. 111, 113-114, 116-117, 119, 125, 129).