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Guardarsi (Claudio Lamparelli)

 


Guardarsi (Claudio Lamparelli)


Un capitoletto tratto da L'arte della serenità di Claudio Lamparelli:

"Oh, quanto farebbe bene a certe persone se potessero allontanarsi da se stesse!
Seneca

Per riuscire nel compito di «diventare ciò che siamo», dobbiamo imparare l'arte di osservare noi stessi, dobbiamo arrivare a guardarci come farebbe un estraneo. Questa operazione di auto-osservazione è essenziale per fare il punto della nostra condizione interiore.
La «presa di coscienza» meditativa è qualcosa di diverso dal classico «conosci te stesso»: si tratta di un guardarsi, di un stare attenti, di un «essere presenti» a se stessi. Non è un giudicarsi, perché qualunque giudizio sarebbe condizionato da altri valori.
La meditazione è invece un tentativo di uscita dal mondo dei valori mentali, uno sforzo di allontanamento dal vecchio ego, un esercizio di distacco e di pacificazione. Prendendo le distanze dalle attività mentali quotidiane, con tutto il loro stress, si lascia spazio a quel centro dell'essere che corrisponde alla nostra vera natura: una natura che è permeata di calma e di benessere.
Ecco perché il consiglio di Seneca, se ottemperato sistematicamente, si trasforma in una specie di autoterapia mentale. «Quando la mente è immobile» leggiamo nel classico testo taoista Wen-tzu «lo spirito si troverà in uno stato di attenzione. Se ritorni al vuoto, ciò estinguerà le azioni compulsive e porrà la mente in quiete. Questa è la libertà dei saggi».
Non c'è via della serenità che non passi, inconsapevolmente o deliberatamente, per questa operazione di decondizionamento.
Afferma Bacchilide: «Una è la regola, una è la via della felicità: conservare la mente libera da preoccupazioni, crucci e angosce inutili»" (pp. 8-9).