"L'accettazione assoluta dell'esistenza" (Anselm Grün)
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

links

stampa

cerca nel sito

email

newsletter


 

 


"L'accettazione assoluta dell'esistenza" (Anselm Grün)


Giovedì abbiamo continuato a leggere da Il libro dell'arte della vita di Anselm Grün:

"La contemplazione è l'accettazione assoluta dell'esistenza. Il paradosso è però che ne sperimento il significato proprio attraverso un oggetto concreto, per esempio quando medito intensamente su un fiore o quando vengo sopraffatto dal tramonto. Tutto è ricolmo di significato. Lo scrittore di testi di spiritualità e monaco benedettino David Staindl-Rast esprime ciò nella frase: «Sì, è proprio questo!», su ogni parola della quale posso porre l'accento. È proprio questo, in questa pietra c'è tutto, ci sono contemporaneamente Dio e l'universo, il tempo e l'eternità sono una cosa sola. È proprio questo. È il puro esistere. L'essere è al di là del tempo. L'essere è eternità, come descritto da Boezio nella sua famosa definizione: «L'eternità è il possesso perfetto di una vita illimitata, dato in un unico adesso onnicomprensivo».
Il paradosso di tale esperienza dell'eternità nell'attimo consiste per me nel fatto che essa sia presente proprio nell'esperienza sensoriale di questo mondo, nel tempo e nello spazio. L'esperienza dell'eternità non è qualcosa di puramente spirituale, contrapposto alla materia. Proprio nella materia si fa l'esperienza dello spirito, nello spazio l'a-spazialità, nel tempo l'atemporalità. Vivere nell'attimo significa per me vivere con tutti i miei sensi. Quando mi lascio illuminare dal sole, lo sento sulla pelle, con tutti i sensi. E proprio in un'esperienza sensoriale del genere il tempo si ferma, irrompe l'eternità. [...]
Friedrich Nietzsche [...] scrive:

Dice il dolore: perisci!
Ma ogni piacere vuole eternità,
vuole profonda, profonda eternità.

L'eternità non viene qui intesa come lunga durata, in cui il piacere non debba cessare. Il piacere non può essere provato per un lungo periodo. L'eternità è qui piuttosto l'attimo che viene vissuto in profondità, in cui sono completamente assorbito in ciò che faccio, in ciò che sento, in ciò che sono.
Il piacere è annullamento del tempo e intuizione dell'eternità" (da pagg. 70-71).

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi l'esercizio, sempre da seduti, della consapevolezza a 360 gradi.

Lunedì abbiamo continuato a leggere qualcosa dal classico Lin-chi-lu (clicca qui).