Uno spazio dentro di me (Anselm Grün)
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

links

stampa

cerca nel sito

email

newsletter


 

 


Uno spazio dentro di me (Anselm Grün)


Giovedì abbiamo continuato a leggere da Il libro dell'arte della vita di Anselm Grün:

"Dentro di noi c'è uno spazio a cui i problemi di tutti i giorni non hanno accesso, in cui possiamo tirare il fiato, perché lì Dio stesso ci libera dal potere delle altre persone e dal potere del nostro Super-Io, dal potere delle accuse e dei rimproveri che rivolgiamo a noi stessi. In questo spazio posso sperimentare che ho sì dei difetti, ma che io non sono i miei difetti. Ho delle colpe, ma non sono la mia colpa. In questo spazio tutto ciò che mi dà pensiero si ridimensiona, non ha l'ultima parola. Questo spazio è libero dall'ira e dalla paura, libero dalle delusioni e dai rimproveri. Posso dare l'assenso a tutto quanto sta in me. In questo spazio non devo più combattere contro le mie debolezze e sconfiggerle, sbattendo così la testa contro il muro. So che in questo spazio niente ha potere su di me. Dato che qui sono già intatto e completo, posso essere dolce e buono con me stesso.
[...]
Le molte cause psichiche dell'inquietudine umana dimostrano che la mancanza di quiete non può essere trasformata esclusivamente mediante cambiamenti esteriori. [...]
Se sopporto la mia inquietudine interiore e la osservo con maggiore attenzione, posso forse scoprire che cosa si ridesti in essa. Avverto allora che l'inquietudine ha un senso: desidera liberarmi dall'illusione di potermi migliorare e tenere sotto controllo attraverso la disciplina. L'inquietudine mi dimostra la mia impotenza. Se la accetto, ciò purificherà la mia anima e mi donerà nuova chiarezza interiore. In mezzo all'inquietudine avverto una pace profonda.
[...]
Un principio basilare per il nostro percorso di vita è: «Non farti condizionare dagli altri. Non farti prescrivere dagli altri che strada devi percorrere. Vai per la tua strada. Diventa te stesso. Scopri la forma autentica e incontaminata che il Signore ti ha attribuito. E abbi il coraggio di vivere l'aspetto originario di te stesso. Chi eri prima che i tuoi genitori ti educassero? Chi eri in Dio prima di nascere?». Rammentati il tuo nucleo divino. Se entri in contatto con esso, puoi percorrere in libertà la tua strada" (da pagg. 19, 28, 30-31).

Unicamente l'esercizio della consapevolezza del respiro, fatto durare a lungo.

Lunedì abbiamo continuato a leggere qualcosa dal classico Lin-chi-lu (clicca qui).