Rimani in te (Anselm Grün)
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Rimani in te (Anselm Grün)


Giovedì abbiamo iniziato a leggere Il libro dell'arte della vita di Anselm Grün, monaco benedettino tedesco contemporaneo:

"«Il nucleo della felicità: voler essere colui che sei» (Erasmo da Rotterdam). [...]
Allora posso affermare di me stesso che sono felice. Va bene così com'è. Sto seduto, inspiro ed espiro e godo di sentire la vita, di percepire me stesso nella mia unicità. In quel momento assaporo la vita, gusto la felicità. Non sono costretto a cambiare nulla con violenza o con ostinazione, non devo sempre lavorare duramente su me stesso. Io sono colui che sono [...]. Allora in me regna la pace e tutto procede bene.
[...]
Stabilitas significa [...] in primo luogo rimanere in se stessi, trattenersi nella propria cella monacale [...].
Ecco un antico aneddoto dal deserto, che mantiene anche oggi la sua attualità: «Un fratello si recò a Scete dall'abate Mosé, per sentire una sua parola. Il vecchio rispose: 'Va' e resta nella tua cella e la tua cella ti insegnerà tutto'».
Ed ecco un altro aneddoto sugli antichi monaci, dalla profonda verità psicologica: «Un monaco confidò all'abate Arsenio: 'I miei pensieri mi torturano. Tu non sei capace di digiunare e di lavorare - mi dicono -; va' almeno a far visita agli infermi, anche questa è carità'. Il vecchio che aveva riconosciuto i semi dei demoni, disse: 'Va', mangia, bevi, dormi e non lavorare. Solo una cosa non devi fare: allontanarti dalla cella'. Sapeva infatti che la permanenza nella cella restituisce il monaco alla sua quiete».
Che cosa ci dicono questi antichi testi? Il monaco può fare quello che vuole. Non è necessario che eserciti l'ascesi. Non ha nemmeno bisogno di pregare, basta che rimanga nella sua cella. Allora qualcosa dentro di lui si trasformerà, in lui si farà ordine. Egli viene messo a confronto con tutto il caos interiore che emerge in lui. E rinuncia a fuggire" (pp. 13-18).

Che la mente sia la nostra cella.

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Al termine: l'esercizio della consapevolezza della differenza tra i momenti di pensiero (movimento) e quelli di non pensiero (stasi).

Lunedì abbiamo continuato a leggere qualcosa dal classico Lin-chi-lu (clicca qui).