"Lontano dal funzionamento meccanico" (Jerzy Grotowski)
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"Lontano dal funzionamento meccanico" (Jerzy Grotowski)


Oggi abbiamo letto qualche brano tratto da Jerzy Grotowski Testi 1968-1998. Grotowski è stato, insieme a Stanislavskij indubbiamente il più grande teorico della preparazione attoriale.

"Siamo come alberi: non dobbiamo preoccuparci in quale direzione il destino, il clima, i venti e la tempesta stiano andando; non dobbiamo preoccuparci di sapere se la terrà sarà fertile o sterile; il fatto stesso della nostra nascita ci obbliga a raccogliere la sfida della vita, a controbattere allo stesso modo della natura, la quale non ha mai né premura né esitazione. Che i nostri semi cadano sulla roccia, questo sarebbe il peggio. Persino questo non ci esonera dal nostro dovere; se rifiutassimo, con un pretesto qualsiasi, [...] saremmo come alberi gettati nel fuoco e distrutti. E sarebbe giusto. [...] Il fuoco [...] divampa dentro di me non appena tradisco, in un modo o nell'altro, il mio dovere di essere umano, il dovere di compiere atti. [...]
Ognuno di noi conosce la differenza tra lavoro reale e lavoro simulato; nel segreto della mia coscienza saprei perfettamente se la base sulla quale è fondata la mia vita è infeconda o sterile, se la base è un sostituto che mi impedisce di darmi seriamente. Ammettiamo pure che si possa mentire con le parole, ma fare di tutta la propria vita una menzogna è un disastro di gran lunga più grave; perché questa menzogna, coltivata con cure, avvelena tutto l'essere. [...]
Se mi vanto di realizzare una riconciliazione con me stesso, e di cercare una totalità che metta fine alla mia divisione in corpo e anima, sesso e intelletto, è come se dicessi che da ora in poi rifiuto di sentirmi separato dal mio corpo, dal mio istinto, dal mio inconscio, cioè dalla mia spontaneità. [...] La spontaneità, essere spontanei, è dare libero corso al flusso profondo che sorge dalla mia intera esperienza, esperienza anche fisica ma legata alla consapevolezza [...] Sono come sono, lontano dal funzionamento meccanico così come dal caos [...]
Nella nostra epoca, in cui i valori religiosi si sono quasi totalmente esauriti, l'intimità umana è forse l'unico valore che ha qualche possibilità di sopravvivere, forse perché è di origine terrestre piuttosto che celeste. L'uomo nella sua intimità: questo è l'ultimo dei nostri templi" (pp. 35-41).