la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

links

stampa

cerca nel sito

email

newsletter


 

"Ogni fenomeno è completamente nuovo" (Bernie Glassman)

 


"Ogni fenomeno è completamente nuovo" (Bernie Glassman)


Continuiamo a trarre brani da Cerchio infinito - La via buddhista all'illuminazione di Bernie Glassman. Ricordiamo che ci stiamo concentrando sulla prima parte del testo, la quale è un commento al Sutra del Cuore.

"Non nato, non dissolto; non macchiato, non puro; né crescente, né calante.

[...] Non vi è permanenza; tutti i fenomeni non nascono e non si dissolvono.
Una delle nostre illusioni è pensare che ogni fenomeno sia permanente. Un'altra è credere che ogni fenomeno sia impermanente. Sono entrambi illusioni! «Non nato, non dissolto» significa senza tempo. E, contemporaneamente, ogni fenomeno è impermanente. In ogni istante, ogni fenomeno è completamente nuovo. [...]
In ogni istante, ogni fenomeno sta cambiando completamente. Solo questo esiste, solo movimento, cambiamento. Nel momento attuale non c'è il concetto di cambiamento, di passato, presente o futuro. La nozione di cambiamento implica che esista un futuro o un passato. Quando diciamo che tutto è cambiamento, non stiamo parlando del concetto di cambiamento, ma intendiamo che ogni cosa è proprio qui, proprio ora. È così. [...] Tutto è proprio qui, proprio ora, non nato, non dissolto.
[...] Due sono le illusioni riguardo alla sofferenza. Una è che tutto sia sofferenza, e l'altra è che non vi sia sofferenza e tutto vada bene. Il punto è che qualsiasi concetto è un'illusione. Possiamo accettarlo? Possiamo accettare che le cose così come sono - «non macchiate, non pure» - sono la realtà e che i concetti che ce ne facciamo sono illusioni? [...]
Ogni cosa non è «né crescente, né calante». Nessuna perdita, nessun guadagno; spazio illimitato. Niente può essere aggiunto, perché non c'è niente da cui iniziare! Non esiste un'entità fondamentale, vi è soltanto spazio illimitato, tempo senza tempo, tutto vuoto, tutto privo di qualità. Cosa resta, dunque? Soltanto ciò che è. È così semplice.

Pertanto la vacuità non è forma,
Non è sensazione né percezione, non è reazione né coscienza.

[...] La vacuità viene qui definita come equivalente alla non forma, alla non sensazione, alla non percezione, alla non reazione, alla non coscienza. In breve, qualunque concetto ne abbia, non è la vacuità. [...]
Non forma, non sensazione, non percezione, il che non vuol dire che non vi sia forma, né sensazione, né percezione. Significa che quando eliminiamo la nozione di forma, otteniamo solo la forma così com'è; quando eliminiamo il concetto di sensazione, otteniamo la sensazione così com'è, e così via. [...]

Non è occhio, orecchio, naso, lingua, corpo, mente;
Non è colore, suono, odore, sapore, tatto, oggetto;
Non è il mondo della vita, né quello della coscienza.

[...] Possiamo considerarli come elementi che possediamo: l'occhio, l'orecchio, il naso, la lingua, il corpo, la mente, eccetera. In generale, tendiamo a definire il sé in termini di quel che pensiamo di possedere. Ma in realtà, non possediamo nulla! In ebraico, non si dice «io ho», bensì «yesh li» che significa: «c'è da me». Non diciamo «ho una penna», ma «c'è da me una penna». «C'è da me l'intelligenza» e non: «ho l'intelligenza». È così che guardo alla vita.
[...] Allo stesso modo, non abbiamo un sé o un'identità stabile.
[...] Poiché non esiste un io da cui partire, è meravigliosamente facile dare, perché non c'è nessuno che dia qualcosa a qualcun altro! Le cose fluiscono senza sosta da un punto all'altro. Le persone incapaci di dare sono bloccate; bloccano l'energia universale priva di forma. [...] Aggrapparsi è tanto folle quanto rifiutarsi di fare uscire il vapore da una pentola a pressione: certamente esploderà. Lasciate andare. Le cose fluiscono dove devono fluire, perché non le possediamo" (dal Cap. IV).