Gilgames, dove ti affretti? (dall'Epopea di Gilgames)
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

stampa

cerca nel sito

email

seminari

newsletter


 


 

Gilgames, dove ti affretti? (dall'Epopea di Gilgames)

 

L'epopea di Gilgames è il poema epico più antico di cui si abbia conoscenza e la prima narrazione di un eroe mitico. Il protagonista, Gilgames, a causa del dolore provocato dal fraterno amico Enkidu, si mette in cerca dell'immortalità, impresa in cui fallirà. Ma durante le sue ricerche e i suoi viaggi, egli incontrerà chi lo metterà sull'avviso - le cui parole però rimarranno inascoltate. Si tratta di Siduri, donna tra l'umano e il divino, che gli rivelerà la verità che è propria dell'uomo:

Gilgames, dove ti affretti?
Non troverai mai la vita che cerchi.
Quando gli dèi crearono l'uomo, gli diedero in fato la morte,
ma tennero la vita per sé.
Gilgames, riempi il tuo ventre di cose buone;
giorno e notte, notte e giorno, danza e sii lieto,
banchetta e rallegrati!
Siano linde le tue vesti, nell'acqua lavati,
abbi caro il fanciullino che ti tiene per mano
e nel tuo amplesso rendi felice tua moglie:
poiché anche questo è il fato dell'uomo.

Rimarrà questo il messaggio finale dell'intera epopea: il godimento della vita in ogni singolo suo istante, nella consapevolezza che la morte la rende limitata e quindi di passaggio. Celebrazione del quotidiano, riconoscimento dello splendore dell'adesso, affermazione dello scopo della vita nella vita stessa.