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"La mia felicità è fatta di fervore" (André Gide)
"Non crediate che la mia felicità sia fatta di ricchezza; il mio cuore senza alcun legame sulla terra è rimasto povero, e io morrò felicemente. La mia felicità è fatta di fervore. Attraverso indistintamente ogni cosa, io ho perdutamente adorato. [...] Disponibile! [...] Disponibile! - e grazie ad un'attenzione subitanea, simultanea di tutti i sensi, arrivare a fare [...] del senso stesso della propria vita, la sensazione concentrata di tutto ciò che dal di fuori ci tocca... (o reciprocamente). - Ci sono; là, io occupo quel buco, dove penetrano: nel mio occhio: La mia vita è sempre: questo [...] Attesa dell'ondata. - Fragore improvviso della massa d'acqua
[...]. - Inerzia del mio io; chi sono io qui? - Un tappo - un povero tappo sui
flutti. Ecco il primo mattino; passeggio; non guardo niente e vedo
tutto; una sinfonia meravigliosa si forma e si organizza in me dalle sensazioni
inascoltate. L'ora passa; la mia emozione si allenta [...]. Poi scelgo, essere o
cosa, di che invaghirmi - ma lo voglio mutevole, perché la mia emozione, non
appena si fissa, non è più viva. [...] Non mi sembra di vivere veramente che in un istante sempre nuovo. Ciò che si dice: raccogliersi, è per me una costrizione impossibile; non capisco più la parola: solitudine; essere solo me, è non essere più nessuno; io sono popolato. - D'altronde non sono a casa mia che ovunque [...]. Il più bel ricordo non mi appare che come un relitto della felicità. [...] Getta ora il mio libro [...]. Liberatene. [...]
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