"Cogli di ogni istante la novità" (André Gide)
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"Cogli di ogni istante la novità" (André Gide)


Seconda parte dei brani da I nutrimenti terrestri di André Gide letti durante il seminario intensivo di Sabato 24 Luglio:

"Ad ogni minimo istante della mia vita, ho potuto sentire in me la totalità del mio bene. Era fatto, non della somma di cose particolari, ma della mia sola adorazione. [...]

Sia la tua visione ad ogni istante nuova.
Il saggio è colui che si stupisce di tutto. [...]

Amorosa bellezza della terra, la fioritura della tua superficie è stupenda. [...]

Ogni istante della mia vita assunse per me il sapore di novità di un dono assolutamente ineffabile. Così vissi in un quasi sempiterno stupore appassionato. Giungevo rapidamente all'ebbrezza e mi compiacevo nel camminare in una sorta di stordimento. [...]

L'aquila s'inebria del suo volo. L'usignolo s'inebria della notte d'estate. La pianura trema di calura. [...] Sappia per te ogni emozione farsi ebbrezza. [...]
Ogni azione perfetta s'accompagna a voluttà. Da ciò riconosci che dovevi compierla. [...] La gioia che vi si trova è segno che ci siamo appropriati del lavoro e la sincerità del mio piacere [...] è per me la guida più importante. [...]

Vi sono malattie stravaganti.
Che consistono nel volere quello che non si ha. [...]

Non desiderare mai [...] di riassaporare le acque del passato.
[...] Mai non cercare, in avvenire, di ritrovare il passato. Cogli di ogni istante la novità che a nulla assomiglia e non predisporre le tue gioie, o sappi che nel luogo predestinato ti sorprenderà una gioia diversa. [...]

L'infelicità di ciascuno nasce dal fatto che è sempre ciascuno che guarda e che subordina a sé ciò che vede. Non per noi, ma per se stessa ogni cosa è importante. Sia il tuo occhio la cosa guardata. [...]

Ti parlerò degli istanti. Hai capito di qual forza è la loro presenza? Un pensiero non abbastanza costante della morte non ha dato sufficiente valore al più piccolo istante della tua vita. E non capisci che ogni istante non risplenderebbe così mirabilmente, se non risaltando, per così dire, sullo sfondo buio della morte? [...]

Beato [...] chi a nulla si attacca sulla terra e porta con sé un eterno fervore attraverso le costanti mobilità. [...] Ogni novità deve trovarci totalmente disponibili. [...]
Ogni giorno, d'ora in ora, non cercavo niente se non una penetrazione sempre più semplice della natura. Possedevo il dono prezioso di non essere troppo intralciato da me stesso. [...] La mia anima era la locanda aperta al crocevia; quel che voleva entrare, entrava. Mi sono fatto duttile, amichevole, disponibile con tutti i sensi, attento, in ascolto fino a non aver più un solo pensiero personale, captando al suo passare ogni emozione, pronto ad ogni così minima reazione che niente consideravo un male piuttosto che protestare per un niente. [...]
Credi tu di potere, in questo preciso istante, assaporare la sensazione possente, completa, immediata della vita, - senza l'oblio di ciò che vita non è? L'abitudine del tuo pensiero ti ostacola; tu vivi nel passato, nel futuro e nulla percepisci spontaneamente. Noi non siamo nulla [...] se non in ciò che della vita è istante [...]. Istanti! Tu capirai [...] di quale forza è la loro presenza! poiché ogni istante della nostra vita è essenzialmente insostituibile: sappi talvolta concentrarti unicamente in esso. [...] Per me, tutto il mio amore mi aspetta ad ogni istante e per una nuova sorpresa [...]. Tu non immagini [...] tutte le forme che assume Dio, per troppo guardarne una e innamorartene, ti rendi cieco. La fissità della tua adorazione mi accora; la vorrei diffusa. Dietro tutte le porte chiuse, sta Dio. Tutte le forme di Dio sono amabili, e tutto è la forma di Dio" (dai Libri I, II, III, IV).