"Agire senza giudicare" (André Gide)
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"Agire senza giudicare" (André Gide)


Abbiamo letto alcuni brani da I nutrimenti terrestri di André Gide durante il seminario intensivo di Sabato 24 Luglio. Ecco qui la prima parte:

"Non augurarti [...] di trovare Dio altrove che in ogni luogo.

Ogni creatura indica Dio, nessuno lo rivela.
Non appena il nostro sguardo su di essa si sofferma, ogni creatura ci distoglie da Dio.

[...] Ho passato tre anni a viaggiare per dimenticare [...] tutto quello che avevo imparato con la mia testa. Disistruirmi fu lento e difficile; mi fu più utile di tutti gli insegnamenti imposti dagli uomini, e il vero inizio di una educazione. [...]

Il paesaggio non esiste se non via via che gli dà forma il nostro accostarvisi [...], vicino a noi è il succedersi di una mutevole apparenza. [...]
E tu sarai simile [...] a colui che per dirigersi segua una luce che lui stesso tiene in mano.

Ovunque tu vada, non puoi incontrare che Dio. - Dio [...] è ciò che sta davanti a noi.
[...] Tutto guarderai passando, e non ti fermerai da nessuna parte. Dì a te stesso che Dio solo non è provvisorio.

L'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata.

Tutto quello che custodisci in te di conoscenza distinta resterà distinto da te fino alla consumazione dei secoli. Perché dargli valore? [...]

Agire senza giudicare se l'azione sia buona o cattiva. Amare senza preoccuparsi se sia il bene o il male.
[...] Io t'insegnerò il fervore. [...]

Ogni essere è capace di nudità; ogni emozione, di pienezza.
Le mie emozioni sono sbocciate come una religione. Riesci a capirlo? Ogni sensazione è presenza infinita. [...]

Il presente sarebbe pieno di ogni possibile avvenire, se già il passato non vi proiettasse una storia. Ma, ahimè! un unico passato propone un unico avvenire. [...]

Assumere tutta l'umanità possibile, ecco la buona formula. [...]

Sembrava che tutto il mio essere avesse come un immenso bisogno di rimmergersi nel nuovo. Attendevo una seconda pubertà. Ah! restituire ai miei occhi una visione nuova, lavarli dal sudicio dei libri, renderli più simili all'azzurro che guardano [...]

Ogni attesa, in te, non sia neanche un desiderio, ma semplicemente una disposizione ad accogliere. Aspetta tutto quello che viene a te. Non desiderare che quel che hai. Comprendi che ad ogni istante del giorno puoi possedere Dio nella sua totalità. Il tuo desiderio sia amore, e il tuo possesso sia amore. [...]
Attendere Dio [...] è non capire che già lo possiedi. Non distinguere Dio dalla felicità e riponi tutta la tua felicità nell'istante" (dal Libro I).