"Il punto è come rimanere nudo" (Gangaji)
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"Il punto è come rimanere nudo" (Gangaji)


Continuiamo a leggere qualche brano tratto da Tu sei quello di Gangaji:

"Possono esserci impulsi strategici a proteggere, lottare, fingere, negare, ignorare, banalizzare o indulgere, ma più in profondità di tutto ciò c'è il richiamo a essere semplicemente. Nell'arrendersi all'essere si rivela una resa ancora più profonda.
Siate. Siate sempre di più. [...] Più vi arrendete e più impellente sarà la chiamata alla resa [...].
È una resa alla pace, la pace che già c'è. La resa non crea né determina la pace: rivela la pace che è già. [...]
Può esserci la paure che nella resa vada perso qualcosa. Ma ditemi la verità: che cosa siete mai riusciti a trattenere? [...] Tutte le vostre precise e ordinate conclusioni se ne andranno [...].
Qualunque evento contiene un invito a una resa sempre più profonda: situazioni positive o negative, agio o disagio, bellezza e sofferenza. Calatevi sempre più in profondità nella resa. Non c'è alcun luogo in cui stabilirsi, nessuno in cui atterrare. [...]
Consegnare tutto per una frazione di secondo. Una frazione di secondo di resa totale e assoluta. Poi dimmi: è una sconfitta o una vittoria? Lascia perdere le teorie. In questo preciso istante lascia andare il tuo nome e la tua storia, lascia andare genitori, rapporti e ogni possibile futuro. Abbandona tutto per un solo istante. Qual è il risultato? Che notizie ci sono dalla resa? [...]
Il punto è come rimanere nudo. [...] Riconosci semplicemente che in realtà sei sempre nudo. [...] Riconosci la luminosa qualità della pura presenza che non può essere nascosta [...].
Ciò che sei è nuda bellezza, nudo splendore, il nulla originario. Smetti di pensarti in un altro modo e guarda, e allora non avrai nemmeno bisogno di lasciar andare. Riconosci: 'ah, qui non c'è niente comunque, quello che credevo di poter trattenere era semplicemente un pensiero [...]'.
[...]
Anche se sorge una resistenza, lascia che sorga restando disponibile ad essere trovato. Può anche esserci la tentazione di non uscire dal nascondiglio, ma comunque riconosci il fatto che nel trovarti c'è qualcosa di più. [...]
Non entrare in rapporto con la resistenza. Se senti una contrazione, lasciala essere. Se pensi che non dovrebbe esserci, o che dovrebbe essere diversa, la rafforzi. Lasciala stare e non avrà più potere" (pp. 81-83, 88).