"Ritorna all'esperienza presente" (Jeff Foster)
la meditazione come via
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"Ritorna all'esperienza presente" (Jeff Foster)


Leggiamo qualche brano tratto dal libro di Jeff Foster, Il risveglio spirituale nella vita quotidiana:

"Gli artisti parlano del sé che scompare quando sono immersi nel dipingere. I musicisti raccontano che, quando sono assorbiti dalla musica, c'è solo la musica, e loro come entità separata, svaniscono, come se fossero rapiti dalla vita. Non suonano la musica, loro sono la musica, che suona se stessa. Gli atleti parlano di entrare nel flusso o entrare nella zona, un posto dove correre o cavalcare o saltare accade senza sforzo, e il corpo funziona perfettamente, anche se non lo percepiscono più come proprio. Gli attori raccontano di sparire nei loro personaggi, di perdere se stessi nella parte, e che quando recitano davvero, non c'è nessuno là a recitare. Se poi ricevono dei complimenti per I'esibizione e gli viene chiesto come ci sono riusciti, devono ammettere di non saperlo.
Oppure, mentre stai camminando nel parco, improvvisamente non ci sei più tu che cammini, c'è solo il vento sul tuo volto, il fruscio delle foglie, le risate dei bambini e l'abbaiare dei cani. Tu scompari, e diventi ogni cosa, o tutto scompare, e tu diventi nulla. [...]
Ritorna all'esperienza presente, a ciò che sta accadendo nel luogo in cui ti trovi. Guarda, ascolta [...].
Quando ritorni davvero a ciò che accade ora, [...] ti accorgi che vedere, udire, sentire avvengono senza il minimo sforzo.
Ascolta: i suoni si presentano da soli, senza che tu debba fare nulla. Il suono del tuo respiro, il clacson delle automobili, il frastuono del televisore [...]: tutti questi suoni appaiono e sono uditi, in maniera spontanea. Chiudi gli occhi, se vuoi, e nota l'assoluta mancanza di sforzo dell'udire. Non c'è neppure bisogno di ricordarti di farlo, udire non è un'azione che devi ordinare alle tue orecchie di «fare». L'udire accade da sé [...]. Potresti dire che accade senza il tuo coinvolgimento.
E poi arriva un pensiero: «Sto sentendo». Cosa significa? Significa: «Sono una persona separata, che sente questi suoni. Ci sono io, e ci sono i suoni. Io sono il soggetto, e i suoni l'oggetto». [...]
Verifica da te. Nella tua esperienza diretta, in questo esatto momento, trovi davvero due cose, ovvero chi sente il suono e il suono stesso? O c'è un'unica cosa, che è l'udire spontaneo? [...]
Non c'è nessuno, qui, che «fa» il vivere: c'è solo vita che appare, solo le diverse onde di esperienza che sorgono e si disperdono, e nessuno al centro di tutto questo. [...]
Il pensiero arriva sempre dopo, cercando disperatamente di catturare una realtà che è illimitata, unificata, compiuta, completa, e di trasformarla in una storia sulla realtà [...]. Il pensiero prende l'udire che accade spontaneo e dice: «Io sento». Prende il vedere che avviene senza alcuno sforzo e dice: «Io vedo». Prende il vivere spontaneo e dice: «Questa è la mia vita!». È come se il pensiero stesse cercando di rivendicare la proprietà della vita. Il pensiero dice: «L'ho fatto io! L'ho fatto accadere!». Vuole prendersi il merito di ogni cosa. Vuole avere il controllo. Vuole essere Dio" (pp.12-13, pp. 65-68).