"Tutto il tuo essere deve annullarsi": un
altro brano di Meister Eckhart
Un brano tratto da una poesia di Meister Eckhart dal
titolo 'Il cantico della Trinità' (nota anche come 'Il grano di senape'):
"La montagna del punto
sali senza opere,
intelligenza!
La via ti conduce
in un mirabile deserto,
che ampio e spazioso,
sconfinato si estende.
Il deserto non ha
né tempo né luogo,
ma un modo che è suo soltanto.
Questo Bene deserto
mai piede ha calcato;
intelletto creato
mai lo ha raggiunto.
È, ma nessuno sa cosa è.
È qui, è là
è lontano, è vicino
è profondo, è alto,
e dunque così
che non è né questo né quello.
È luminoso e chiaro,
è completa tenebra,
è senza nome,
è sconosciuto,
senza inizio né fine,
se ne sta in pace,
nudo, senza veste.
Chi conosce la sua dimora?
Venga da là
e ci dica qual è la sua forma.
Diventa come un bimbo,
diventa sordo, diventa cieco!
Tutto il tuo essere
deve annullarsi,
allontana ogni qualcosa e ogni nulla!
Lascia il luogo, lascia il tempo,
e anche le immagini!
Procedi senza strada
sullo stretto sentiero
e troverai la traccia del deserto.
O anima mia,
esci, che Dio entri!
Affonda tutto il mio qualcosa
nel nulla divino,
affonda nel flutto senza fondo!
Se fuggo da te,
tu vieni a me.
Se perdo me,
io trovo te,
o Bene al di sopra dell'essere!"
Un testo, come tanti in Eckhart, molto in sintonia con
l'idea del vuoto su cui lavoriamo durante la pratica meditativa. Farsi semplici,
spogliarsi, svuotarsi, perdersi: accedere a quel silenzio originario, desertico,
fonte di ogni pienezza. L'abbandonarsi non per cadere, ma per ritrovarsi; il
ritrovarsi come rigenerazione; la rigenerazione come scoperta dell'antico Sé,
non come riaffermazione del solipsistico, egocentrico 'io'.