"La dualità è creata dal linguaggio" (Osho)
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"La dualità è creata dal linguaggio" (Osho)


Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere dalle opere di Osho:

"Voi camminate, state camminando, state facendo una passeggiata di primo mattino. Il linguaggio stesso - cioè, dire 'state camminando' - crea il problema; il problema sta appunto nel nostro linguaggio. Nel momento in cui diciamo che qualcuno 'sta camminando', supponiamo che ci sia qualcuno che cammina, il camminatore. Ci chiediamo: come è possibile che avvenga il camminare se non c'è colui che cammina?
Il Buddha afferma che non c'è il camminatore, ma solo il camminare. La vita non consiste di cose. Il Buddha dice che la vita è fatta di eventi e questo è esattamente quanto dichiara la scienza moderna: ci sono solo processi e non cose - eventi.
Anche dire che la vita esiste, è sbagliato. Esistono soltanto migliaia e migliaia di processi. La vita è solo un'idea. Non c'è nulla definibile 'vita'.
[...] La dualità è creata dal linguaggio. State camminando, il Buddha dice che esiste solo il camminare. State pensando, il Buddha dice che c'è solo il pensare, non colui che pensa. Il pensatore è creato dal linguaggio. Poiché usiamo un linguaggio basato sul dualismo, ogni cosa viene divisa in dualità.
Mentre pensate, c'è un gruppo di pensieri, bene - ma non c'è colui che pensa. Se veramente desiderate comprenderlo, dovrete meditare profondamente e arrivare a un punto dove il pensare scompare. Nel momento in cui il pensare scompare sarete sorpresi: anche colui che pensa non c'è più. Il pensatore scompare insieme al pensare. Era solo un'apparenza di pensieri in movimento.
State guardando un fiume. Esiste veramente quel fiume oppure è solo un movimento? Se toglieste quel movimento, ci sarebbe ancora il fiume? Una volta tolto il movimento, il fiume scomparirebbe. Non è il fiume che si muove, il fiume non è altro che lo 'scorrere'" (da La disciplina della trascendenza, pp. 297-298).

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Successivamente, da seduti, l'osservazione dell'originarsi dei pensieri, con la domanda: "Da dove viene?".
Dopodiché, sempre seduti, il riepilogo della giornata: gli incontri che abbiamo avuto, i visi, i momenti di dialogo o discussione. Ritorniamo a questi momenti e notiamo le reazioni del corpo: rilassamento, contrazione, tensione, ecc, sollievo, ecc. Nessun giudizio, nessuna modifica: solo osservazione di ciò che accade.
In ultimo: l'esercizio dell'abbandono delle contrazioni muscolari che si accumulano nel corpo: svuotamento del corpo, come se fosse cavo, completamente.

A conclusione della lezione del lunedì abbiamo continuato la nostra lettura e commento di brani tratti dallo Shobogenzo (clicca qui).