"Costui procede in maniera retta, nel mondo" (Buddha)
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"Costui procede in maniera retta, nel mondo" (Buddha)


Il giovedì di questa settimana abbiamo letto il seguente brano tratto da un discorso del Buddha:

"Avendo gettato alle spalle le calunnie,
il monaco abbandoni l'ira e la meschinità.
Con la facile accondiscendenza e l'ottusa contrapposizione oramai completamente abbandonate,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Avendo abbandonato il piacevole e lo spiacevole,
non appropriandosi di nulla, non dipendendo da nulla,
completamente libero dai legami,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Egli non trova più alcuna essenza negli attaccamenti;
avendo allontanato la sua passione e il suo desiderio per le appropriazioni,
indipendente, senza bisogno di essere da altri guidato,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Con la parola, il pensiero e l'azione
non avverso ad alcuno, rettamente conoscendo il Dhamma [l'insegnamento],
desiderando la condizione del nibbana,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Il monaco che non si inorgoglisce pensando: "Egli sta riverendo me!",
che non prova risentimento anche se è vessato,
che, dopo aver ricevuto il cibo da un'altra persona, non si esalta,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Quel monaco che ha abbandonato la cupidigia e l'esistenza,
che si astiene dal separare e dal legare,
che ha superato l'incertezza ed è privo di sofferenza,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Sapendo qual è l'atteggiamento che più gli si confà,
un monaco non nuoce ad alcuno in questo mondo:
conoscendo il Dhamma per quello che realmente è,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Colui che non ha più tendenze latenti,
colui le cui radici dannose sono state sradicate,
che è senza brama e attaccamento,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Con gli influssi impuri distrutti, con l'orgoglio abbandonato,
andato al di là di ogni sentiero che mena alla concupiscenza,
domo, totalmente risvegliato e stabile,
costui procede in maniera retta, nel mondo.

Colui che è in possesso della fede e del sapere, che scorge il sentiero per la salvezza,
che non è un fazioso tra i faziosi, che è saggio,
che ha abbandonato la cupidigia, l'avversione e la collera,
costui procede in maniera retta, nel mondo".

(Suttanipata, 362-371)

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Di nuovo a sedere, l'esercizio dell'abbandono delle tensioni inutili del corpo.
Infine: zazen.

A conclusione della lezione del lunedì abbiamo letto e commentato un altro brano tratto dal Denkoroku (clicca qui).