Da "Contemplare la mente" di Han Shan - 3
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Da "Contemplare la mente" di Han Shan - 3


Concludiamo il nostro commento della poesia di Han Shan, leggendone un ultimo brano:

"I vasti poteri spirituali
Sono perfetti nella mente.
La Pura Terra o i cieli
Possono essere percorsi a piacere.
Non hai bisogno di cercare la realtà,
La mente è originariamente Buddha. [...]
Giorno e notte,
Tutto è meraviglioso.
Nulla di ciò che incontri ti può confondere.
Questo è il carattere essenziale della mente".


Si è giunti allo stato nel quale non c'è più nessun impegno, ogni sforzo viene meno. Le tecniche hanno svolto il loro ruolo e ora la mente è integralmente naturalizzata. Una volta che è stata rimossa la polvere, dice Han Shan, i vari rimedi per pulire lo specchio possono essere rigettati.
Le tecniche sono servite ha svincolare la mente dall'illusione, a vedere la realtà. Non c'era nessuna polvere e nessuna mente deturpata, ma solo dopo lo capisci, o meglio: lo realizzi. La tecnica ha la sua funzione quando si rivela impropria, anch'essa frutto di una suggestione mentale. Se la realtà è quella che è, se si è originariamente già Buddha, dove dovrebbe condurre la tecnica, lo sforzo, l'impegno? Essi non farebbero altro che allontanare dal proprio luogo naturale. Se la tecnica è la risposta a un cercare, allora ci si estranea dall'autentica e già presente realtà, dalla sua meraviglia, dal suo essere. Tecnica e natura: lo capiamo subito che questi due termini stridono tra loro.
Quando la mente è naturale, nulla la opprime, nulla la scardina. Quando c'è confusione? Quando vi sono elementi discordanti, quando c'è contrasto, quando manca l'ordine, quando vige la disattenzione. La mente di cui si parla è invece naturale, priva di artifizi, limpida, svuotata dall'oppressione di elementi in opposizione tra loro. Questo stato - quello della mente naturale - è originario. Naturale e originario: sono due condizioni che convivono tra loro. Vivere la mente naturale è tornare a casa, essere nella dimora, riconoscere la propria natura essenziale, silenziosa, perennemente presente. Non è la costruzione di qualcosa, non è una novità, non è uno stato che ha luogo da un certo momento in poi. È sempre lì, era sempre lì: lo riconosci.
Il continuo riconoscimento di questo stato naturale e originario è proprio della mente illuminata.