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La purezza (André Comte-Sponville)

 


La purezza (André Comte-Sponville)
 

Abbiamo continuato a leggere alcuni brani tratti dal libro di André Comte-Sponville Piccolo trattato delle grandi virtù, dal capitolo sulla purezza:

"Soltanto il cuore è puro, o può esserlo; soltanto esso purifica. Nulla è puro o impuro in sé. La stessa saliva fa lo sputo e il bacio; lo stesso desiderio fa lo stupro o l'amore. Il sesso non è impuro: lo è la forza, la costrizione (Simone Weil: «l'amore non esercita e non subisce la forza; è questa l'unica purezza»), lo è tutto ciò che umilia o avvilisce, tutto ciò che profana, tutto ciò che degrada, tutto ciò che è senza rispetto, senza dolcezza, senza riguardo. La purezza, inversamente, non sta in non so quale ignoranza o assenza di desiderio (sarebbe una malattia, non una virtù): è nel desiderio senza colpa e senza violenza, nel desiderio accettato, nel desiderio condiviso, nel desiderio che innalza e celebra! [...] La purezza [...] è la dolcezza del desiderio, la pace del desiderio, l'innocenza del desiderio. Pensate a come siamo casti dopo l'amore. Pensate a come siamo puri, talvolta, nel piacere. [...] La purezza non è un'essenza. La purezza non è un attributo, che si può avere o no. La purezza non è assoluta, la purezza non è pura: la purezza è un modo di non vedere il male laddove, in effetti, non c'è. L'impuro vede il male dappertutto, e ne gode. Il puro non vede il male da nessuna parte, o meglio soltanto dove c'è, dove egli ne patisce: nell'egoismo, nella crudeltà, nella malvagità... [...] L'Io è puro soltanto quando è purificato di sé. L'Io sporca tutto ciò che tocca: «Impossessarsi di qualcosa è sporcarlo», scrive Simone Weil, «possedere è insozzare». Al contrario, «amare con purezza è consentire la distanza», in altre parole il non possesso, l'assenza di potere e di controllo, l'accettazione gioiosa e disinteressata. Sarai amato - diceva Pavese - il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l'altro se ne serva per affermare la sua forza. [...]
C'è l'amore che prende, ed è amore impuro. C'è l'amore che dà o che contempla, ed è la purezza. [...]
Purezza non si usa soltanto nella sfera sessuale. Anche un artista, un militante, uno scienziato possono essere puri, ciascuno sul suo terreno. Ora, in questi tre campi [...] il puro è colui che dà prova di disinteresse, colui che si vota interamente a una causa, senza cercarvi né denaro né gloria, colui «che si dimentica e non si considera più nulla», come diceva Fénelon; e ciò conferma che la purezza, in ogni caso, è l'opposto dell'interesse, dell'egoismo, dell'avidità, di tutto quanto c'è di più sordido nell'Io. [...] Nulla di ciò che si può possedere è puro. Purezza è povertà, privazione, abbandono. Comincia dove finisce l'Io, dove lui non va o si perde. Diciamolo in una frase: l'amore puro è il contrario dell'amor proprio. [...]
Simone Weil: «Ogni desiderio di piacere si situa nell'avvenire, nell'illusorio. Se invece si desidera soltanto che un essere esista, egli esiste: cosa desiderare di più, allora? L'essere amato è allora nudo e reale, non velato dall'avvenire immaginario...» «In questo senso, [...] l'amore che si offre ai morti è assolutamente puro. Infatti è il desiderio di una vita finita che non può più dare niente di nuovo. Si desidera che il morto sia esistito, ed egli è esistito». È il lutto perfettamente compiuto, quando restano soltanto la dolcezza e la gioia del ricordo, l'eterna verità di ciò che ha avuto luogo; quando restano soltanto l'amore e la gratitudine. Ma il presente è altrettanto eterno; in tal caso, si potrebbe aggiungere, [...] l'amore che si offre ai corpi, ai corpi vivi, può talora, anch'esso, essere perfettamente puro: è il desiderio di una vita presente e perfetta. Si desidera che quel corpo esiste, ed esso esiste".