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Da Estasi e materia di Jean-Marie Gustave Le Clézio - 4
"Ciò che è sicuro, ciò che è tangibile, è questa massa senza
colore, senza forma, quest'acqua che non scorre, quest'aria che non si diffonde,
quest'acciaio opaco e diafano che pesa così gravemente e non si riesce a urtare
mai. [...] I mondi sono innumerevoli; ruotano in questa distesa indifferente
[...]. Gli atti rimbalzano, gli sguardi e i pensieri rimbalzano senza
fermarsi... Nel deserto silenzioso e nero, tutte queste vite fanno brillare in
disordine le loro microscopiche esplosioni; lasciano in tutti i sensi le loro
azioni millimetriche. [...] Tutto è penetrato da questo vuoto più grande, da
questo vuoto più pieno, che si curva e che circola. Tutto è ardente e scatenato
in questo silenzio indistruttibile [...]. Ma questo luogo dove ogni cosa porta
avanti il suo viaggio volontario, non è il passaggio verso un altro luogo;
questa assenza globale non è destinata a morire in favore di altre presenze.
Questo luogo è il solo; in esso, tutto è racchiuso. Questo gorgo nero e sacro è
la sola realtà. Non si può dimenticarlo, non si può negarlo. Qualunque cosa si
faccia, non si può che emergere da esso, vivere in esso, e in esso ritornare.
Non lo si può lasciare.
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