Cercando l’eremita dei monti dell’ovest, senza trovarlo (Ch’iu Wei)
la meditazione come via
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Cercando l’eremita dei monti dell’ovest, senza trovarlo (Ch’iu Wei)


Sulla più alta cima è la capanna coperta di paglia.
Direttamente sono salito per trenta li.
Busso. Nessuno alla porta, non un piccolo servo.
Spio nella stanza. Nient’altro che tavolo e sgabello.

S’egli non è sul carro coperto di tela,
getta l’amo nell’acque dell’autunno.
È difficile che ci vediamo,
ho tentato invano di venire nell’alto.

L’erba scintilla nuova di pioggia,
nella sera l’eco dei pini viene per la finestra,
di qua, di là, l’ultimo mistero s’unisce a me,
spontaneamente io giungo alla pace del cuore, dell’orecchio...

Non v’è stato scambio d’intenti tra l’ospite e il maestro,
ma bene ho attinto dal profondo la pura chiarità.
Quando si è spenta l’estasi ho ridisceso il monte:
a che giova attendere il maestro?