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"Nell'abbandono, l'unica regola è il momento presente; allora l'anima è leggera come una piuma, fluida come l'acqua, semplice come il fanciullo; essa è mobile come una palla di biliardo nel ricevere e nel seguire tutti gli impulsi della grazia. Le anime come questa non hanno maggior consistenza e rigidezza di quanta ne abbia un metallo fuso; e così come il metallo assume la forma dello stampo in cui lo si cola, queste anime si piegano e si adattano con altrettanta facilità a tutte le forme che Dio vuol dare loro; in una parola, la loro disposizione assomiglia a quella dell'aria, che cede a ogni alito di vento, e assume qualunque figura". Si tratta di un'opera che qualcuno ha accomunato al taoismo: così come il taoista si abbandona al tao, così come il suo fare è un non-fare, così come il suo operare non è altro che il riverbero esterno e la naturale conseguenza del ritmo del tao nel quale egli è immerso, così anche l'anima di cui parla de Caussade si abbandona fiduciosamente alla Provvidenza, in uno stato non-contrastivo di fluidità, leggerezza, ariosità. Abbiamo cominciato con la consapevolezza
del respiro. Al termine della lezione abbiamo concluso il nostro commento alle icone della ricerca del toro (clicca qui).
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