"L'unica regola è il momento presente" (Jean-Pierre de Caussade)
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"L'unica regola è il momento presente" (Jean-Pierre de Caussade)


All'inizio della lezione abbiamo letto un brano tratto da L'abbandono alla provvidenza divina di Jean-Pierre de Caussade, gesuita del 1700.

"Nell'abbandono, l'unica regola è il momento presente; allora l'anima è leggera come una piuma, fluida come l'acqua, semplice come il fanciullo; essa è mobile come una palla di biliardo nel ricevere e nel seguire tutti gli impulsi della grazia. Le anime come questa non hanno maggior consistenza e rigidezza di quanta ne abbia un metallo fuso; e così come il metallo assume la forma dello stampo in cui lo si cola, queste anime si piegano e si adattano con altrettanta facilità a tutte le forme che Dio vuol dare loro; in una parola, la loro disposizione assomiglia a quella dell'aria, che cede a ogni alito di vento, e assume qualunque figura".

Si tratta di un'opera che qualcuno ha accomunato al taoismo: così come il taoista si abbandona al tao, così come il suo fare è un non-fare, così come il suo operare non è altro che il riverbero esterno e la naturale conseguenza del ritmo del tao nel quale egli è immerso, così anche l'anima di cui parla de Caussade si abbandona fiduciosamente alla Provvidenza, in uno stato non-contrastivo di fluidità, leggerezza, ariosità.

Abbiamo cominciato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
Dopo, da seduti, la consapevolezza auditiva.
In ultimo, zazen.

Al termine della lezione abbiamo concluso il nostro commento alle icone della ricerca del toro (clicca qui).