"La causa della frustrazione e della paura" (Jiddu
Krishnamurti)
Il giovedì di questa settimana abbiamo continuato a leggere dalle opere di
Krishnamurti:
"Sia che si cerchi di sopravvivere in quanto individuo o
nazione; sia che si vada da un maestro, un guru, un salvatore; sia che si segua
una particolare disciplina, o si cerchi qualche altro mezzo per migliorarsi,
ognuno di noi non sta forse cercando, nel suo modo più o meno limitato, una
qualche forma di soddisfazione, continuità, permanenza? Allora chiediamoci non
cosa cerchiamo, ma perché cerchiamo. E domandiamoci se sia
possibile per tutte le ricerche arrivare a una fine, non attraverso la
costrizione o la frustrazione, o perché abbiamo trovato, ma perché l'esigenza di
cercare si è completamente esaurita.
[...] Siccome siamo scontenti e insoddisfatti, ricerchiamo la contentezza, la
soddisfazione: fino a che ci sarà questa urgenza di soddisfazione e
gratificazione, allora saranno sempre presenti la ricerca e la lotta. L'urgenza
di essere appagati è accompagnata sempre dall'ombra della paura, non siete
d'accordo?
[...] Il desiderio di realizzare è la causa della frustrazione e della paura, e
arriverà a una fine solo quando vedremo chiaramente il significato di
appagamento. Divenire ed essere sono due stati enormemente differenti, e non
possiamo passare dall'uno all'altro; ma con la fine del divenire, allora
l'essere sarà" (da Il silenzio della mente, pp. 168-169).
Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi... nessun altro esercizio. Ci siamo soffermati invece su alcuni problemi
inerenti alla pratica.
A conclusione della lezione del lunedì
abbiamo letto e commentato un altro brano tratto dal Denkoroku (clicca
qui).