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"La pratica della presenza mentale rivela
il vostro essenziale buon cuore, perché dissolve e scioglie la cattiveria e la
volontà di nuocere. Solo rimuovendo la volontà di nuocere possiamo diventare
davvero utili agli altri. Rimuovendo con la pratica la cattiveria e la volontà
di nuocere, permettiamo che il buon cuore, quella bontà e quella gentilezza
fondamentali che sono la nostra vera natura, splenda e irradi il calore in cui
fiorisce il nostro vero essere. Certamente c'è un legame tra meditazione
e morale. Ma altra cosa è dire: "Medito perché così divento più buono"! Anzi,
solo lo stesso pensiero di meditare per diventare qualcosa è fuori luogo. La
questione è invece che abbiamo a che fare con qualcosa che è "la nostra vera
natura", la quale nel meditante - auspicabilmente - si diffonde, si espande
attorno a sé, trasfigurando le scelte e gli atti della persona. Una natura che è
coperta da quei detriti sedimentati di cui la pratica meditativa si sbarazza. È
appunto una fioritura e non un aggiungere. Abbiamo iniziato con la meditazione sul
respiro. A conclusione della lezione abbiamo iniziato il commento alle famosissime dieci icone del toro (clicca qui).
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