da Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno 2 (William Blake)
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da Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno 2 (William Blake)


La strada dell'eccesso porta al palazzo della saggezza.
La Prudenza Ŕ una ricca e brutta vecchia zitella corteggiata dall'Impotenza.
Chi desidera ma non agisce, alleva pestilenza.
Il verme tagliato perdona l'aratro.
Se gli piace l'acqua, buttatelo nel fiume.
Lo stolto non vede l'albero allo stesso modo del saggio.
Chi ha un volto senza un raggio di luce, non diventerÓ mai stella.
L'EternitÓ Ŕ innamorata delle opere del tempo.
L'ape affaccendata non ha tempo per dolersi. [...]
Se il matto persistesse nella sua follia, andrebbe incontro alla saggezza. [...]
Con le pietre della Legge hanno alzato Prigioni; coi mattoni della Religione, Bordelli.
La superbia del pavone, Ŕ la gloria di Dio. [...]
La nuditÓ della donna, Ŕ il lavoro di Dio.
L'Eccesso di dolore ride. L'Eccesso di gioia piange.
Il ruggire dei leoni, l'ululare dei lupi, l'ergersi del mare furente e il gladio distruttore, sono particelle dell'eternitÓ troppo grandi per l'occhio dell'uomo. [...]
All'uccello un nido, al ragno una tela, all'uomo amicizia. [...]
La cisterna trattiene, la fonte dilaga. [...]
Qualsiasi cosa che si possa credere, Ŕ immagine di veritÓ.
L'aquila non sprec˛ mai tanto il suo tempo come quando si mise alla scuola del corvo. [...]
Aspettati veleno dall'acqua ferma.
Non puoi mai sapere ci˛ che basta, a meno che tu non abbia conosciuto prima l'eccesso.
Da' ascolto ai rimproveri del matto: Ŕ privilegio da re. [...]
La creazione d'un piccolo fiore Ŕ lavoro di ere. [...]
Il corvo vorrebbe che ogni cosa fosse nera, il gufo, che tutto fosse bianco.

 

 

 

 

grazie a Silvia, che una sera mi fece conoscere questo testo.