"Questo ascolto in voi, che non giudica, non approva, non condanna" (Eric Baret)
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"Questo ascolto in voi, che non giudica, non approva, non condanna" (Eric Baret)


Abbiamo continuato a leggere da I coccodrilli non pensano! di Eric Baret:

"Occorre distinguere fra l'insicurezza psicologica e l'insicurezza fisiologica. L'insicurezza fisiologica è puramente funzionale. L'emozione alla vista di un leone dà 1'impulso alla massa muscolare e orchestra tutto un processo di rapida fuga. [...] Generalmente, l'insicurezza è psicologica.
Sarà l'amore ad arrestarla. L'amore della vostra struttura. Sentite completamente la vostra struttura corporea in uno spazio e vedrete scomparire la paura. La paura è una restrizione. [...]  Mote malattie provengono dalla paura: paura del passato, paura del futuro, paura di perdere, paura di non far fronte, paura delle proprie pulsioni o dei propri impulsi. Quando ascoltate la vostra corporeità, la vostra struttura, la paura psicologica vi abbandona. La paura psicologica paralizza l'azione, mentre la paura fisiologica dà la possibilità di reagire con la necessaria rapidità Quando qualcuno vi mette un coltello alla gola in un angolo di strada, se provate paura psicologica sarete traumatizzati e incapaci di reagire, La paura fisiologica, al contrario, permette di trovare istantaneamente l'azione adeguata, che proviene da una valutazione giusta e spontanea. Se dovrete dare il vostro portafoglio, lo darete. Se dovrete spezzare il braccio dell'aggressore, lo farete. Ciò deriva da una valutazione istantanea, quando la corporeità non è psicologica. [...]  Bisogna analizzare la struttura del corpo. Che cosa succede quando qualcuno vi aggredisce? Cosa succede, nel corpo, quando vi ricordate uno degli avvenimenti accaduti quando eravate più giovani? Cosa accade quando pensate alla tale o talaltra persona, o a quell'altra che ha lasciato questo mondo? Come reagite? [...]
Ascoltare convenientemente il proprio corpo è il senso civile della vita. [...] Quando ascoltate veramente, ogni elemento psicologico scompare. [...]
Quando presentite questo ascolto in voi, che non giudica, non approva, non condanna, il problema di aver fiducia o meno non si pone. Non è nella vita che bisogna aver fiducia, ma in ciò che le sta dietro e che è nei vostro ascolto profondo. La vita c'è per celebrare" (pp. 81-84).