"Essere senza progetto, ecco il grande progetto!" (Eric Baret)
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"Essere senza progetto, ecco il grande progetto!" (Eric Baret)


Oggi iniziamo a leggere dal testo L'unico desiderio - Nella nudità dei tantra di Eric Baret, il massimo esponente occidentale vivente della tradizione tantrica kashmira, sulla scia di Jean Klein:

"Di momento in momento, vi rendete conto che siete costantemente nella tecnica, che cercate di avere una vita riuscita. [...] Vedete che siete sempre in procinto di pretendere, di sapere quello che è giusto. Non potete fare diversamente! Quando avete paura, non potete non aver paura. Quando avete un desiderio, non potete non averlo. Quando siete agitati, non potete non esserlo.
Non c'è che emozione nella vita. Vivete con questa emozione chiaramente. Non siete nell'emozione: l'emozione è in voi. Lasciate che la tristezza, la paura, l'avidità, il desiderio vi visitino. È una carezza, qualcosa che si libera. Ma non c'è tecnica, scopo. C'è ciò che si compie ad ogni istante, quando non si rovina questo istante volendo avere successo [...].
Rendersi conto che si è sempre in procinto di imporre al proprio corpo, alla propria mente e al proprio prossimo un'idea: «Sarebbe meglio così». Vedere che si agisce come un dittatore. Quando lasciate che la vostra mente e il vostro ambiente siano come sono, allora si rivelano. Una chiarezza nasce. C'è azione. Ma volere qualcosa, essere agitati e voler essere tranquilli, aver paura e non volere aver paura, a quel punto interviene una tecnica e non si fa altro che rimandare. [...]
È sufficiente rendersi conto che avere un progetto equivale a imbavagliare la vita [...]. Quando non prendo più in carico il mondo [...], divento disponibile a ciò che è: la chiarezza. [...]
Nessuno scopo è più possibile. Lo scopo, è la vita, ad ogni istante, senza scelta. Non c'è nessuna tecnica possibile. [...]
Vedere che si è costantemente nel futuro: «Sarò felice quando sarò così, sarò felice quando avrò [...]». È sempre domani. Ad un certo momento, non avete più bisogno di tutto questo.
[...] Quando non avete più scopo, quando non c'è più niente da compiere, allora si rivelano la gioia e la bellezza. È allora che c'è azione! Le vostre notti di sonno si riducono. La vostra capacità di agire aumenta. Non c'è più la paura di fallire: non c'è fallimento per voi. Tutto è un successo. I vicini pensano che sia un fallimento, ma per voi è un successo.
Non c'è che il successo, istante dopo istante. Siete malato: è un successo. È questa la verità dell'istante.
Voi potete ascoltare la verità dell'istante. Il resto è una fantasia: come il mondo dovrebbe essere, come vostro figlio, il vostro corpo dovrebbero essere, come vostra moglie dovrebbe essere... tutte queste cose sono perfette! Quando non me ne rendo conto, ho un problema.
Ogni volta che qualcosa mi aggredisce, dico grazie. Guardo e vedo che sono io che mi aggredisco pensando che dovrei essere trattato diversamente. Smetto di aggredirmi e guardo di nuovo: vedo che si tratta di un regalo affinché io mi liberi della mia propria aggressione. Tutto ciò che ci aggredisce, è un regalo per mostrarci le nostre paure. Lì c'è veramente creatività, azione.
Essere disponibili. Quando siete con uomini d'affari, vibrate agli affari. Quando siete con musicisti, vibrate alla musica. Se siete con dei fuorilegge, vibrate a loro. Non c'è nulla che vi sia estraneo. Di fronte al violato e al violentatore, siete chiari. [...]
Al contrario, quando avete un progetto, un desiderio, un'ambizione, tutto ciò che lo contrasta diventa un nemico. Voi colpite a destra e a manca tutto ciò che ostacola il vostro miserabile progetto. Essere senza progetto, ecco il grande progetto! La non azione, è la vera azione: tutto è possibile. Tutte le arti provengono da questa non azione. La rapidità, la potenza, la bellezza, tutto questo proviene dalla non azione.
L'intenzione blocca la corrente. Un pugile che vuole picchiare non può picchiare. La volontà tende il corpo, le spalle salgono, i colpi sono frenati. Il vero colpo arriva da solo, senza intenzione, senza richiamo, ed è quasi impossibile prevederlo. Non c'è più pugile: c'è pugilato. La vita è troppo bella perché possa esservi un attore, una personalità" (pp. 10-12; 18-19).