"Egli non è più in balìa di contentezza e scontentezza" (Buddha)
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

links

stampa

cerca nel sito

email

newsletter


 

 


"Egli non è più in balìa di contentezza e scontentezza" (Buddha)


Il giovedì di questa settimana abbiamo letto il seguente brano tratto da un discorso del Buddha:

"Costui [il monaco], veduta con la vista la forma, sentito con l'udito il suono, odorato con l'olfatto l'odore, gustato con il gusto il sapore, toccato con il corpo un oggetto tangibile, conosciuto con la mente l'oggetto della mente, non si attacca alle forme, ai suoni, agli odori, ai sapori, a ciò che è tangibile e agli oggetti della mente gradevoli, né schiva quelli sgradevoli; consapevole del corpo, egli non vive più senza chiara coscienza, senza conoscere la liberazione della mente, la liberazione della saggezza, in cui gli stati mentali negativi e nocivi cessano senza residuo. In tal modo, egli non è più in balìa di contentezza e scontentezza e, qualsiasi sensazione provi - sia essa piacevole, spiacevole o neutra -, non l'approva, non la saluta, non vi si attacca e, così facendo, cessa in lui il godimento. Dunque, dalla cessazione del godimento segue la cessazione dell'appropriazione [...]. E così si ha la cessazione di tutto quest'aggregato di dolore" (dal Mahatanhasankhayasutta).

È abbastanza chiaro questo brano. Sottolineiamo almeno il legame tra 'chiara coscienza' (cioè una mente pulita e una percezione diretta della realtà) e atteggiamento equanime rispetto alle sensazioni e ai pensieri (né aggrapparsi, né rifuggire).
La non approvazione, il non essere più succubi della tal sensazione o del tal pensiero porta a una cessazione del farli propri e dell'essere invischiati in essi (l'appropriazione di cui parla il testo). Venendo a mancare l'appropriazione, la mente permane in uno stato di consapevolezza non giudicante, non soggettiva e quindi fuori dalla sfera del dolore.

Abbiamo iniziato con la consapevolezza del respiro.
Poi la camminata.
La camminata con gli occhi chiusi.
Da seduti, screening del corpo per l'abbandono delle tensioni inutili.
In ultimo, un nuovo esercizio: la consapevolezza centrata su di sé.

A conclusione della lezione del lunedì abbiamo letto e commentato un altro brano tratto dal Denkoroku (clicca qui).