Leggi psicosomatiche di Roberto Assagioli (Parte II)
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Leggi psicosomatiche di Roberto Assagioli (Parte II)

Abbiamo letto la seconda parte delle 10 leggi psicosomatiche di Assagioli:

"Sesta legge - L'attenzione, l'interesse, l'affermazione, e la ripetizione rafforzano le idee, le immagini e le formazioni psicologiche su cui si accentrano.
Settima legge - La ripetizione degli atti intensifica la tendenza a compierli e rende pił facile e migliore la loro esecuzione, fino a che si arriva a poterli compiere inconsciamente.
Ottava legge - Tutte le varie funzioni, e le loro molteplici combinazioni in complessi e sub-personalitą, mettono in moto la realizzazione dei loro scopi al di fuori della nostra coscienza, e indipendentemente da, e perfino contro, la nostra volontą.
Nona legge - Gli istinti, gli impulsi, i desideri e le emozioni tendono ad esprimersi ed esigono espressione.
Decima legge - Le energie psichiche si possono esprimere: 1. Direttamente (sfogo-catarsi); 2. Indirettamente, attraverso un'azione simbolica; 3. Con un processo di trasmutazione".

La settima legge soprattutto ci ricorda il meccanismo dell'abitudine: un'azione reiterata (o un pensiero, una parola) produce con il tempo la sua esecuzione automatica, incosciente. Un continuo uso di un linguaggio distratto, una mente assorbita nelle sue fantasticherie, un agire di tipo egoistico e dimentico del bene, producono una persona ben precisa. Un lavoro condotto in ben altra direzione produce un temperamento ben diverso.
La nona legge potrebbe apparire ben poco buddhista, ma la decima ricorda la possibilitą di trasfigurare un istinto compulsivo, incontrollato, degradante in un atteggiamento di quieto approccio e di progressiva purificazione dell'egoitą.

Abbiamo poi iniziato la pratica con l'anapanasati (consapevolezza del respiro). Dopo: un giro di camminata meditata e un altro giro di camminata con la consapevolezza sui 5 movimenti.
In ultimo l'esercizio sulle parti del corpo che poggiano: sedere, ginocchio destro, ginocchio sinistro, piede destro, piede sinistro, mano destra, mano sinistra.

In conclusione abbiamo letto e commentato uno dei pił famosi koan zen (clicca qui).