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Abbiamo letto le prime cinque leggi psicosomatiche di Roberto Assagioli, il fondatore della psicosintesi. Le altre cinque le leggeremo la prossima volta: "Prima legge - Le immagini o figure mentali e le idee tendono a produrre le
condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti. Hanno un certo rapporto con la poesia di Sivananda che leggemmo la scorsa settimana. Viene sottolineato anche qui il rapporto tra pensieri, emozioni, immaginazioni, desideri, morale, corpo: tutto è intercomunicante ed agire ad un certo livello significa produrre reazioni anche negli altri. Per questo una retta pratica meditativa deve coinvolgere l'uomo nella sua integrale totalità: intendere la meditazione come cura di sé significa innanzitutto comprendere che ciò che entra in noi (immagini, discorsi, suoni...) e ciò che noi stessi produciamo (pensieri, immagini mentali, parole, affermazioni, ...) sono alla base della perpetua e continua costruzione della nostra persona. Non ci è permesso concepire la meditazione semplicemente nel suo senso tecnico e ristretto: pensarla invece come una benefico cambiamento di paradigma per la nostra vita non può che essere la proficua base per miglioramenti reali in noi stessi. Abbiamo poi iniziato con il solito esercizio di anapanasati. Un intero giro di camminata meditata suddividendola nelle cinque parti. Poi l'esercizio del fare vuoto e silenzio interiore.
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