Dall'ultima lezione al monastero di Antai-ji di Kosho Uchiyama Roshi - 2
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Dall'ultima lezione al monastero di Antai-ji di Kosho Uchiyama Roshi - 2


Continuiamo a leggere dal testo dell'ultima lezione tenuta da Kosho Uchiyama Roshi come abate del Antai-ji:

"Quando sediamo in zazen apriamo le mani del nostro pensiero. Lasciamo che tutti i nostri pensieri sorgano e se ne vadano liberamente.

 

Qual è il significato essenziale di Buddha Dharma?

Non guadagnare, non sapere.

Il vasto cielo non ostacola le bianche nuvole fluttuanti .

 

Questo koan descrive in modo eccellente che cosa sia lo zazen.

[...]

Tutti gli esseri umani sono ingannati dalla loro stessa mente.

[...]

Gli esseri umani fabbricano illusioni [fitte] come una selva e si perdono e confondono nella giungla creata da loro stessi. Allora, come possiamo svegliarci da queste illusioni? La via per risvegliarci da queste illusioni è «aprire le mani del pensiero», perché siamo ingannati dalle illusioni create dai nostri pensieri. Quando aprite le mani del vostro pensiero e diventate vividamente desti, tutte le illusioni causate dalle delusioni, dall’ira e dagli stereotipi comportamentali di gruppo scompariranno improvvisamente. Questo è il nostro zazen. Quando fate zazen dovete abbandonare tutti i vostri problemi. In quel momento sarete vividamente coscienti.

Quindi [facendo zazen] non dovreste né dormire né essere assorbiti nei pensieri. Il punto essenziale nel fare zazen è esser vividamente coscienti e aprire le mani del vostro pensiero. Al giorno d’oggi però alcuni pensano subito al satori quando si parla di zazen e pensano che il fine di fare zazen sia ottenere la grande e improvvisa illuminazione. Molte persone diffondono questo tipo di idea circa l’illuminazione, ma questa non è la vera illuminazione del Buddha Dharma.

[...]

La realtà di vita cambia momento per momento e non vi è [alcuna] sostanza permanente.

[...]

Vera illuminazione è essere coscienti di questo continuo mutare della realtà di Vita. Tuttavia alcuni mirano a raggiungere improvvisamente e a far propria un’illuminazione preconfezionata. Ciò è impossibile.

La sola vera illuminazione è essere coscienti della realtà della vivida Vita, momento per momento. Così noi pratichiamo l’illuminazione proprio ora, proprio qui, in ogni istante. Questo atteggiamento è il cosiddetto sushoichinyo (pratica e illuminazione sono tutt’uno). Questo è il punto essenziale dell’insegnamento di Dogen Zenji. Non ottenere l’illuminazione come risultato della pratica, ma essere vividamente coscienti e aprire le mani del pensiero proprio ora, proprio qui, perché siamo resi ciechi dai nostri pensieri.

[...]

Illuminazione non è altro che risvegliarsi dalle illusioni e tornare alla realtà di Vita.

[...]

In conclusione, praticate «aprire le mani del vostro pensiero» proprio ora, proprio qui, perché la realtà di Vita è al di là del pensiero umano. Questo è «praticare il Buddha Dharma solo per amore del Buddha Dharma». Non ha significato praticare l’aprire le mani del vostro pensiero per ottenere meriti utilitaristici formatisi (pensati) nel vostro cervello. Se praticate zazen per ottenere qualche profitto, come diventare fisicamente sani o coraggiosi, state andando in una direzione completamente sbagliata".