A mia moglie (Jaroslaw Iwaszkiewicz)
la meditazione come via
vipassana e zazen




 

home

presentazione

meditare

le lezioni

buddhismo

zen

gli esercizi

testi

bibliografia

insegnante

dizionario zen

stampa

cerca nel sito

email

seminari

newsletter


 


 

A mia moglie (Jaroslaw Iwaszkiewicz)


Una poesia d'amore. Insolita tra le nostre letture. Ma passa un senso di potenza e bellezza della vita, che è valsa la pena leggerla.

 

Spossato dalla bellezza, che ho pescato ogni giorno
Con pupille e orecchie avidamente spalancate
Quando morirò, non piangere. Mi addormenterò sazio di vita
Che è grande, difficile, e burrascosa.
La divinità, che nel fuoco mi percorreva le membra
Volerà in alto o si dissiperà;
Il cuore che batteva così vivo - si irrigidirà
E la voce diverrà una lettera morta.
Allora penserai, che troppo sparsi
Resteranno di me frammenti di parole
Ma sappi che più d'una volta le ore di rapimento
La parola mi soffocarono nel petto troppo stretto
Il mondo era troppo bello, perché solo a te
Donassi i miei versi. O amatissima
Ho guardato nello spazio smisurato
Mi hanno preso sentimenti smisurati
Ma quando qui le persone, lì le stelle nel cielo
Il cuore mi svolsero con un eterno arcolaio
Tu sei rimasta fedele come l'acqua, immutabile
L'unica al mondo che mi abbia amato.