"Alcuni si avvinghiano ed altri fuggono" (Buddha)
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"Alcuni si avvinghiano ed altri fuggono" (Buddha)


Il giovedì di questa settimana abbiamo letto il seguente brano tratto da un discorso del Buddha:

"Questo è stato detto dal Beato, è stato detto dall'Arahant, e così ho udito: «O monaci, deva e uomini sono pervasi da due convinzioni che guidano la loro vita: alcuni si avvinghiano ed altri fuggono. Coloro che hanno capacità di discernimento, invece, osservano. E come, o monaci, alcuni si avvinghiano? I deva e gli uomini, o monaci, godono dell'esistenza ed in essa provano diletto e soddisfazione. Quando il Dhamma [l'insegnamento] viene loro rivelato allo scopo di por fine alle esistenze, la loro mente non sprizza, non diviene serena, non si quieta, non si affidano a questo insegnamento. Così, o monaci, essi si avvinghiano.
E come, o monaci, alcuni altri fuggono? Essi, sentendosi spauriti, umiliati, nauseati da quest'esistenza, provano un dolce richiamo per la non-esistenza. [...]
Come infine, o monaci, alcuni altri, che hanno capacità di discernimento, osservano? Qui, in questo insegnamento, un monaco vede ciò che è sorto come ciò che è sorto. E vedendo ciò che è sorto come ciò che è sorto, egli pratica il sereno disincanto per ciò che è sorto, il distacco da esso, la sua estinzione. Così, o monaci, coloro che hanno capacità di discernimento, osservano»" (Itivuttaka, 49 [II.12]).

Un testo, questo, da mettere in parallelo al lavoro sulla consapevolezza durante la pratica meditativa. Ogni fenomeno (pensiero, ricordo, giudizio, emozione, sensazione, ecc.) va osservato. Non ci si avvinghia ad esso, così come non lo si rifugge. Lo si osserva: esso sorge e poi scompare. Con disincanto, con distacco, osserviamo la sua estinzione. Solo con questa consapevolezza lo si può discernere.

Consapevolezza del respiro.
Camminata.
Consapevoli, da in piedi, fermi.
Consapevolezza, da seduti, dei suoni.
Sempre da seduti, consapevolezza a trecentosessanta gradi.

A conclusione della lezione del lunedì abbiamo letto e commentato un altro brano tratto dal Denkoroku (clicca qui).