"Non avere nessun copione" (Adyashanti)
la meditazione come via
tra vipassana e zazen




 

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"Non avere nessun copione" (Adyashanti)


Abbiamo letto altri brani tratti da La danza del vuoto - Piena realizzazione del Sé di Adyashanti:

"Hai già vissuto dei momenti nella tua vita, che tu ne sia consapevole o meno, in cui hai momentaneamente dimenticato l'«io» col quale ti identifichi abitualmente. Può accadere in modo del tutto spontaneo davanti a un bel panorama, o in un attimo di dimenticanza di sé, di superamento del proprio ego. [...] Dopo aver vissuto un «bel momento» come questo ricostruisci subito il tuo solito senso d'identità. In realtà, queste opportunità sono come dei piccoli spioncini attraverso i quali puoi sperimentare la realtà. [...] Improvvisamente, la mente smette di pensare alla propria storia. Potresti accorgerti che la tua identità separata o il tuo senso dell'io si è preso una pausa, senza che scompaia ciò che sei veramente. [...]
Quindi si può aprire un varco silenzioso tra un pensiero e l'altro: se sei molto presente in quello spiraglio, smetti di agire partendo dalla tua solita identità. [...] Vivi questo varco, fai esperienza di quest'apertura, lasciala sbocciare dentro di te. [...]
È l'unica cosa che la tua mente non crea. [...]
C'è solo una cosa che può passare attraverso la cruna dell'ago più sottile: lo spazio. [...]
Il paradiso è sperimentare, entrare a far parte della nostra nullità. [...]
Andare in cerca del sé illuminato è un altro ruolo, un altro copione. Fa parte del copione del ricercatore spirituale. Se rinunci anche a questa sceneggiatura - cosa sei adesso? [...]
Ecco perché è già stato affermato tante volte che soltanto chi non sa chi è, è risvegliato. Tutti gli altri sanno chi sono. Sono ognuno il proprio copione [...]. Essere risvegliati significa non aver nessun copione, sapere che un copione è in definitiva solo un copione, che una storia è soltanto una storia. [...]
Se vuoi vedere la Verità, non mettere niente sul tuo altare. Il migliore altare di tutti è quello senza nulla. [...]
Maggiore è la sincerità con cui ti addentri nell'ignoto, tramite l'esperienza, maggiore sarà il disarmo. Ti sei accorto che la mente non sa cosa fare? Dà il benvenuto a questa sensazione di non sapere, e non farti turbare dal fatto di essere indifeso. Nota che proprio nel cuore di questa sensazione si schiude un'intensa e radiosa consapevolezza. Misteriosamente, se consenti a questa consapevolezza di entrare, se ne riconosci la presenza, ti puoi risvegliare [...]
La mente potrebbe preoccuparsi all'idea di rimanere indifesa e dover rinunciare a tutti i propri concetti e copioni. Potrebbe dire: «Può darsi che non otterrò quello che voglio». [...]
Lascia perdere! Non è che non ottieni quello che desideri, ma non t'importa più nulla di ottenerlo" (pp. 6-16).